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Afasia: Come trattarla?

Il termine afasia comprende un gruppo eterogeneo e multiforme di deficit del linguaggio, solitamente conseguenza di patologie cerebrali; è un’alterazione della capacità di comprendere e di utilizzare sia vocaboli che espressioni verbali.

L’afasia non è sinonimo di mutismo propriamente detto, né tantomeno di disartria (impossibilità di articolare le parole); i pazienti afasici non sono in grado di trasformare i loro pensieri in parole.

La malattia può colpire anche più aspetti della comunicazione, in funzione delle aree del cervello intaccate e della gravità del disturbo e solamente alcune capacità (ad esempio di ripetere una parola od una frase, di esprimere un concetto, di parlare o di scrivere).

Alcune delle cause più frequenti:

  • trauma cranico
  • tumore cerebrale
  • ictus
  • sclerosi multipla
  • lesioni cerebrali
  • infezioni cerebrali
  • malattia neurologica progressiva
  • qualsiasi deficit cerebrale che coinvolge le strutture encefaliche adibite all’elaborazione della parola.

I pazienti afasici possono presentare anche altri disturbi; ad esempio:

  • disartria: incapacità o difficoltà di articolare le parole
  • emiparesi: perdita parziale della capacità di movimento
  • aprassia: incapacità di controllare il movimento al fine di compiere un’azione, anche semplice come mangiare o scrivere
  • amnesia
  • emianopsia: la visione viene parzialmente negata

In alcuni casi di afasia di lieve entità, il paziente recupera tutte le capacità linguistiche senza necessità di una mirata terapia riabilitativa.

Una riabilitazione oculata e continuativa può produrre esiti straordinari e una buona prognosi, anche nei pazienti anziani che iniziano la terapia molto tempo dopo l’esordio della malattia.

Dopo la dimissione dall’ospedale a seguito del problema cerebrale, occorre fare affidamento, per la terapia dell’afasia, a percorsi di logopedia e alla riabilitazione; si tratta essenzialmente di una riabilitazione della comunicazione (più complicata per i casi più gravi).

Per i pazienti affetti da forme non fluenti di afasia può essere necessario ricorrere ad una riabilitazione comunicativa tramite immagini e figure. In altri casi, specialmente quando l’afasia è una conseguenza dell’ictus, possono essere utili terapie di tipo linguistico-cognitive e pragmatico-comunicative.

Le attività e gli strumenti che più spesso vengono utilizzati per gli esercizi logopedici sono:

  • L’esercizio fisico e la pratica: i muscoli indeboliti sono esercitati con il ripetere di certe parole o eseguendo alcune espressioni facciali, ad esempio il sorriso.
  • L’uso del computer: può essere utilizzato per migliorare il linguaggio tramite la lettura, il ricordo, la comprensione dell’udito e la visualizzazione di immagini.
  • Picture Card: immagini di oggetti di uso quotidiano vengono utilizzati per migliorare il richiamo di parole e aumentare il vocabolario. I nomi degli oggetti possono essere ripetutamente detti ad alta voce come parte di un esercizio e pratica

La sola figura del medico-logopedista, seppur indispensabile, non è sufficiente per guarire il malato afasico: i pazienti necessitano anche e soprattutto del supporto familiare, al fine di assicurare un aiuto continuo, regolare e duraturo.

Ciascun individuo risponde in maniera soggettiva alle terapie; non è possibile stimare con precisione la tempistica di guarigione dall’afasia: la durata del ciclo terapeutico dipende dal soggetto, dall’età del paziente, dalla causa che ha provocato afasia e dall’opzione terapeutica scelta.

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