Nei pazienti affetti da acne l’uso inappropriato della terapia antibiotica può essere associato non solo a un aumento della resistenza batterica, ma anche allo sviluppo di eventi avversi legati all’alterazione del microambiente microbico.

Considerando il ruolo predominante degli antibiotici nel trattamento dell’acne e l’emergenza sanitaria globale della resistenza agli antibiotici, è emersa sempre di più la necessità di una maggiore attenzione e ricerca su questo argomento, al fine di chiarire il vero ruolo degli antibiotici nel trattamento dell’acne, le potenziali alternative, la durata ideale di trattamento e l’impatto del loro utilizzo sullo sviluppo di resistenza.

Secondo uno studio pubblicato su BJD un ruolo importante in questo contesto è giocato da medici di base e dermatologi che dovrebbero attuare unagestione strettamente controllata dell’impiego di questi farmaci, evitando l’uso contemporaneo di antibiotici topici e orali e pianificando delle revisioni periodiche del piano terapeutico dei pazienti.

 

Dall’altra parte resta fondamentale l’attività di ricerca e sviluppo per identificare alternative anti-infiammatorie agli antibiotici: gli autori evidenziano ad esempio l’importanza degli studi sui recettori Toll-like e sui recettori attivati da proteasi, che sembrano essere mediatori chiave del processo infiammatorio nell’acne.

 

 

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