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I nei, più correttamente i nevi, sono definiti come lesioni (benigne) pigmentate contenenti melanociti, cioè le cellule deputate alla produzione di melanina, la sostanza che dà colore alla pelle.

Possono essere congeniti oppure acquisiti cioè comparsi a partire dal primo anno di età, fino in genere ai 30/40 anni, fascia d’età dopo la quale solitamente non ne compaiono più di nuovi.

I fattori che determinano la comparsa dei nevi sono diversi. Innanzitutto l’ereditarietà e la predisposizione individuale. Anche fattori esterni, tra cui ad esempio l’esposizione al sole possono contribuire alla comparsa di un maggior numero di nevi nell’arco della vita.

Può sembrare strano, ma i nei hanno una loro vita e quindi nascono, crescono, maturano e rimangono stabili per decenni,‘invecchiano e infine tendono ad abbassarsi e decolorarsi in tarda età. Se però il cambiamento avviene in modo improvviso oppure compaiono nevi ‘anomali’ è bene non sottovalutare l’evento perché potrebbe trattarsi di melanoma, un pericoloso tumore della pelle.

Eseguire periodicamente uno screening diagnostico sulla presenza e tipologia dei nei nella nostra pelle ha lo scopo di prevenire o diagnosticare un tumore maligno che può insorgere su un neo preesistente o su cute sana.

La mappatura si esegue grazie ad un apparecchio chiamato videodermatoscopio che, attraverso una telecamera fotografa e memorizza le lesioni neviche atipiche. Questa tecnica è in grado di fornire ingrandimenti compresi tra 10 e 20 volte.

La mappatura computerizzata dei nei consente un confronto diretto, oggettivo, controllo dopo controllo, di tutte le lesioni neviche considerate a rischio. Permette quindi di fare diagnosi precoce in caso di modificazioni di aspetto di un neo.

Consente, nella maggior parte de casi, di cogliere quelle differenze minime che al solo occhio clinico potrebbero sfuggire. Difficile per lo specialista, dato l’elevato numero di lesioni e di pazienti che visita, ricordarsi l’esatta morfologia di una lesione, vista magari un anno prima. Con l’aiuto delle fotografie e di un PC questo limite umano viene superato.
Mediante tale metodica possiamo dunque acquisire conoscenze sulla evolutività della lesione in esame.

È oggi dimostrato come la dermatoscopia incrementi la capacità di riconoscere una lesione sospetta, rispetto alla semplice visione a occhio nudo, dal 70% al 92%, permettendo diagnosi sempre più precoci.

L’esame non è assolutamente invasivo e permette di avere in archivio tutto lo storico di ogni singolo paziente.

La dermoscopia e la videodermatoscopia rappresentano un valido ausilio diagnostico per la prevenzione dei tumori cutanei, ma deve sempre essere integrata con la diagnosi clinica al fine di migliorarne l’accuratezza diagnostica. Infatti alcune semplici informazioni, quali l’età ed il fototipo dei pazienti, numero e caratteristiche e localizzazione dei nei, familiarità per melanoma sono dati cruciali in tal senso.

La visita di mappatura dei nei dura circa 20-30 minuti, non richiede alcuna preparazione specifica e non ha controindicazioni, rischi ed effetti collaterali. È buona norma portare con sé documentazione clinica e fotografica di precedenti visite o trattamenti effettuati.

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