La ricerca scientifica sta dando un grande impulso alla messa a fuoco dei problemi oculari in menopausa, in particolare si sta studiando la sindrome da occhio secco, le sue cause ed i possibili rimedi.
Dalla letteratura risulta che l’incidenza dei disturbi oculari in menopausa è stimata intorno al 30-35% e si manifesta con secchezza ed arrossamento. Entrambi i sintomi tendono a peggiorare nel tempo, fino ad interessare il 70-80% delle donne in post-menopausa avanzata.

COSA VUOL DIRE OCCHIO SECCO?

Con la definizione “occhio secco” si intende un’alterazione del film lacrimale, per qualità o per quantità, che non risulta essere più in grado di mantenere sana e protetta la suoperficie anteriore dell’occhio.

COS’È IL FILM LACRIMALE?

Sotto la palpebra superiore di ciascun occhio è presente la ghiandola lacrimale che produce costantemente un liquido acquoso che costituisce circa il 90% della composizione delle lacrime.
Con ogni battito delle palpebre, questo liquido viene distribuito uniformemente sull’occhio al fine di mantenerlo umido e pulito. Le ghiandole presenti nello spessore delle palpebre (dette Meibomio) si occupano invece di produrre la parte lipidica (grassa) delle lacrime che costituisce la parte esterna dello strato di lacrime che riveste l’occhio, detto anche “film lacrimale”.

A COSA SERVONO LE LACRIME?

Le lacrime hanno il compito di svolgere fondamentali funzioni:
1. Nutritiva: le lacrime permettono di garantire un corretto apporto di ossigeno e sostanze nutritive per le cellule della superficie oculare.
2. Antimicrobica: la presenza di anticorpi ed enzimi garantisce una potente azione difensiva nei confronti delle aggressioni esterne.
3. Pulente, lubrificante e ottica: ogni qualvolta si verifichino delle alterazioni nella quantità/qualità delle lacrime, vengono di conseguenza perse queste particolari caratteristiche esponendo l’occhio ad un maggior attrito (determinato dal movimento palpebrale) e ad un maggior rischio di infezioni.

PERCHÈ L’OCCHIO DOPO LA MENOPAUSA È PIÙ SECCO?

L’occhio, come tutti gli organi di senso, ha la stessa derivazione embriologica del cervello. Per questo ne deriva la stessa sensibilità agli ormini sessuali (estrogeni e androgeni) per un buon funzionamento.
Che ci sia una correlazione tra carenza estrogenica e riduzione della secrezione delle ghiandole esocrine (ghiandole di Bartolini, salivari, intestinali etc.), oltre a quelle lacrimali, è scientificamente appurato.
Infatti nelle donne tra i quaranta e sessant’anni in menopausa a causa di deficit ormonali, le ghiandole lacrimali vanno incontro ad una progressiva atrofia (secchezza) della porzione secernente.
È noto inoltre che l’occhio rosso da insufficienza lacrimale risulta più vulnerabile alle infezioni ed esposto a possibili danni corneali.

COME SI MANIFESTA?

I principali sintomi caratteristici sono l’irritazione con sensazione di corpo estraneo (sensazione di sabbia negli occhi), bruciore, fotofobia (fastidio alla luce), senso di occhio bagnato, prurito, dolore all’apertura palpebrale al risveglio. I sintomi si accentuano negli ambienti secchi (climatizzati in maniera “spinta”) e assai ventilati, polverosi, fumosi o densi di smog, oppure dopo applicazione al computer o intensa lettura. Ciò giustifica l’intolleranza all’applicazione di lenti a contatto come uno dei primi sintomi oculari in menopausa. Infatti tali lenti possono provocare un’eccessiva vaporazione (dislacrimia) che tende a peggiorare in menopausa a causa del deficit ormonale che già di per sè determina una ridotta secrezione lacrimale.

ATTENZIONE ALL’INTERVENTO DI BLEFRAROPLASTICA!

L’intervento di blefraroplastica che viene eseguito per togliersi le rughette dalle palpebre superiori, se non viene eseguito a regola d’arte, può creare delle condizioni di chiusura incompleta della rima palpebrale, lasciando troppo “scoperta” la congiuntiva, che può favorire la secchezza attraverso un’eccessiva evaporazione della lacrima.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE?

L’alterazione cronica del film lacrimale favorisce l’accumulo di sostanze tossiche nelle lacrime con il conseguente aggravarsi della sintomatologia e l’ulteriore peggioramento della qualità della lacrima. Si instaura quindi un circolo vizioso che deve necessariamente essere interrotto per migliorare le condizioni della paziente. Nelle forme più severe si può arrivare ad un coinvolgimento corneale.

COME SI CURA?

La reversibilità della ridotta secrezione è limitata ai primi 7-10 anni circa dopo la menopausa. Oltre tale periodo, l’involuzione delle ghiandole lacrimali diventa irreversibile. Perciò è estremamente importante una terapia mirata e non sintomatica che stimoli le ghiandole lacrimali principali ed accessorie ad una secrezione quantitativa/qualitativa più corretta.

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