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LA NUOVA PROVINCIA, SALUTE & BENESSERE – Il Dottor Scoffone ci parlerà delle patologie urologiche più diffuse e di come combatterle con le terapie mini invasive.

E’ una delle specialità mediche in cui le tecniche chirurgiche mini invasive hanno fatto passi da gigante, risparmiando ai pazienti lunghi, rischiosi e debilitanti interventi in sala operatoria.

Parliamo dell’Urologia, settore medico dove, oggi, il 95% degli interventi viene eseguito in endoscopia, laparoscopia o per via percutanea.

L’endoscopia consente di arrivare nel punto da curare attraverso orifizi naturali; in laparoscopia il medico va ad operare effettuando 2-3 buchi e agendo con ferri operatori dall’esterno mentre per via percutanea (tecnica utilizzata solitamente per la cura del rene), si riesce a risolvere tutto attraverso un solo buco che arriva all’interno della cavità renale.

Per arrivare agli interventi mini invasivi è necessaria una meticolosa diagnosi accompagnata da una adeguata terapia medica che si possono incontrare al centro medico Asti Clinic dove, ad occuparsi dei pazienti con problemi urologici è il dottor Cesare Marco Scoffone, primario di Urologia dell’Ospedale Cottolengo di Torino.

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Quali sono le patologie urologiche più diffuse?

«Negli uomini sicuramente l’ipertrofia prostatica benigna – risponde il dottor Scoffone – con problemi di tipo ostruttivo nelle minzioni. I sintomi più evidenti sono l’aumento della frequenza minzionale diurna, il bisogno di alzarsi anche di notte per urinare e diminuzione del getto minzionale.

E’ importante – prosegue il dottor Scoffone – intervenire all’insorgere dei primi segni con una terapia medica o un intervento mininvasivo per riallargare il canale prima di arrivare a danni seri alla vescica. Trascurare questi segni significa provocare un aggravamento della patologia rischiando problemi di incontinenza».

Nelle donne la patologia urologica più diffusa è invece la cistite, legata a molti fattori fra i quali errate abitudini in tema di igiene intima e cattivi stili di vita.

«Uomini e donne, indifferentemente, possono manifestare calcolosi delle vie urinarie – sottolinea ancora il primario del Cottolengo – risolvibili con una terapia mininvasiva a laser ».

Patologie più gravi sono quelle invece legate alle forme tumorali.

Negli uomini è il cancro alla prostata il peggior nemico urologico mentre nelle donne i rischi più alti sono legati al cancro del rene.

Ma anche qui, c’è una grave patologia che accomuna i due sessi, soprattutto se fumano, e riguarda il cancro alla vescica: studi clinici hanno appurato che il 95% dei pazienti affetti da questa forma tumorale sono fumatori.

Fonte:

LA NUOVA PROVINCIA – Salute & Benessere
MARTEDÌ 25 APRILE 2017

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